Pensieri sui quesiti del referendum del 12,13 giugno
Il 12 e 13 di giugno tutti di corsa a votare per i quattro quesiti del referendum, ma mi permettete una piccola osservazione?
Come credo tutti (almeno lo spero) ho cercato di informarmi in maniera adeguata per sapere come comportarmi una volta rimasto solo in cabina elettorale. Ho ascoltato le due campane, quella del SI e quella del NO.
NO: Non bisogna andare a votare, punto. Quelli che proprio hanno deciso di dire qualcosa hanno fatto un sacco di propaganda e basta. Fine dell’ informazione punto a capo!
SI: Ne abbiamo sentite di tutti i colori, spaziando dalle cazzate immani ad alcuni articoli molto interessanti.
Sono rimasto molto deluso dal 90% dei siti di contro-informazione in particolare sul nucleare si sono sentite le cazzate più ridicole. Propaganda allo stato puro senza uno straccio di numero o di studio con un senso. Tutto basato sulla strategia della paura da radiazioni, quando il vero problema (anche senza incidenti di sorta) è quello economico e sociale.
In breve alcune mie piccole personali considerazioni:
- Legittimo impedimento: C’è poco da dire, visto che per me le leggi ad personam non le fanno, non voglio nemmeno le facciano per un nano farabutto imbottito di viagra. Quindi, SI
- Acqua, due quesiti: Privatizzare qualcosa in regime di libero mercato è cosa buona e giusta e generalmente si riflette in maniera positiva sull’ efficienza e sull’ abbassamento dei costi. Questa la teoria che si trova in molti libri di testo di economia. Poi però mi guardo in giro e vedo che il più grande produttore di auto italiano senza incentivi e sovvenzioni sarebbe morto da un pezzo. Stessa storia per i 3/4 delle piccole fabbriche aperte e chiuse dove vivo in valle d’Aosta. I provvedimenti salva banche si sprecano. In linea generale la nuova teoria economica industriale è quella di incamerare i profitti e socializzare le perdite. No il libero mercato non è così libero come si dice in certi ambienti, quindi di aumentare la partecipazione privata nella gestione di un bene che compone i 3/4 del mio corpo umano non la vedo come un’ idea geniale. Di nuovo SI
-Nucleare: Sorbole! E’ curioso andare a votare per un quesito che in fondo di basa su tecnicismo giuridico che non esiste più perchè il governo ha fatto una finta retromarcia! Ma andiamo con ordine. Già una volta ci siamo espressi con un NO al nucleare, ora dobbiamo esprimerci nuovamente e probabilmente sarà un NO anche questa volta.Naturalmente espresso con un SI, per tener fede alla chiarezza burocratica (mai viste le schede dei referendum svizzeri?) tutta italiana… I funzionari governativi sono sordi o ci prendono per i fondelli… Chiedetecelo un’ altra volta e scenderemo in piazza con i forconi per chiarirvi le idee l’ ultima volta per bene ![]()
Premetto che il nucleare in linea generale non mi fa paura (posso anche accettare il fattore di rischio, come accetto di poter morire in auto, aereoplano, lavorando in cantiere, per colpa delle schifezze usate in agricoltura ,ecc ecc…) e vivrei tranquillamente accanto ad una centrale, probabilmente più serenamente che immerso nello smog o nei pressi di un inceneritore o una centrale a carbone.
Però, c’è sempre un però… Vorrei che qualcuno mi dicesse cosa si pensa di fare con le scorie radioattive e no, non vale mandarle ai bambini poveri in africa o buttarle in fondo al mare perché tanto i pesci non parlano… Le scorie mi fanno paura quelle si, cavoli se mi fanno paura! La sicurezza costa, ammesso che si riesca trovare una soluzione che al momento non esiste.
Poi vorrei che qualcuno mi dicesse quanto costa veramente costruire una centrale nucleare, dall’ analisi del sito di costruzione fino allo smantellamento dell’ ultimo pezzo in grado di emettere un simpatico fascio di fotoni ionizzanti voglioso di giocare con la doppia elica del mio DNA…
Poi vorrei sapere con quali criteri e con quali assicurazioni le centrali italiane non verranno appaltate alla malavita che come si sa, non è propriamente attenta alla qualità del prodotto finale. Ecco forse a pensarci bene vivrei tranquillo vicino ad una centrale tedesca o norvegese, ma italiana, beh…
Quindi un bel SI anche contro il nucleare, ma, e c’ è sempre un ma (ecco perchè odio i ma ed i però…), bisogna ficcarsi in zucca che senza nucleare mancano all’ appello un sacco di MegaWatt di potenza elettrica che ogni giorno alimentano i nostri PC, lettori mp3, telefonini, frigoriferi, forni a microonde, piastre per capelli, scaldabagno, ecc ecc…
Proprio adesso se guardate sul sito di Terna spa potete vedere i MegaWatt consumati in italia in tempo reale. Al momento 41.565 MW una cifra enorme se rapportata a quanto le rinnovabili sono in grado di dare attualmente con le tecnologie attuali. Vi metto a fine post dei link dove viene indicato quanto si produce con ogni tipo di rinnovabile Nel momento di minor carico verso le 04.00 del mattino necessitiamo di 28.500 MW, considerando che non tutti i giorni tira vento e che alle quattro di mattina il sole non splende abbiamo il grosso problema di come produrre ed immagazinare tutto questo popò di energia che consumiamo.
Quindi NO al nucleare, ma consapevoli che al momento le rinnovabili non possono assolutamente essere l’alternativa e che quindi quello che si consuma attualmente non potrà essere consumato in futuro perchè non saremo in grado di produrre energia a sufficienza. Fare una croce su una scheda è facile, ma cambiare stile di vita? Rispondete sinceramente!
Io sono disposto a fare i sacrifici necessari perchè l’ energia mancante ci spronerà ad incrementare la produzione (e la ricerca tecnologica) di energia da fonti alternative e rinnovabili su piccola scala famigliare o al massimo a livello di quartiere o villaggio, aiutando in parte anche a risolvere il problema di come immagazzinare l’ energia nei momenti di non utilizzo. Un conto è immagazzinare 10 MW ed un conto è stoccarne tramite accumulatori magari 10 kW a testa.
Però che sia chiaro, la fase di transizione se ci sarà non sarà una passeggiata. In fondo non è detto che un poco di sana descrescita sia un male, anzi! Anche avessimo l’energia gratis non vuol dire che si possa continuare ad inseguire il mito della produzione selvaggia per aumentare il PIL mondiale. Le risorse naturali sono comunque un bene finito indipendentemente dall’ energia.
Dopo questa filippica vi lascio qualche link preso dalla rete in cui gente molto più competente di me espone le sue idee:
- Sustainable energy, un libro in inglese in formato PDF da scaricare o cartaceo da acquistare.
- Quanto costa l’energia, un post dove si analizza il costo al kW delle diverse fonti.
- Germania, mai più nucleare? un post che aiuta a capire se questo sia fattibile o meno.
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